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Abbiamo appreso la triste notizia che Maria ci ha lasciato. La nostra Maria, l’anima stessa di Fragheto…con la sua capacità di accogliere tutti e la sua disponibilità ha fatto innamorare di quel minuscolo borgo intere generazioni. Ha mantenuto vivo il ricordo della strage attraverso il ricordo di Candido e del loro amore che non è venuto meno con la morte del marito e che si perpetua nei figli e nei nipoti, tutte persone carissime e con le caratteristiche umane dei propri genitori. Maria, la tua mancanza rende orfani anche noi che di Fragheto ci siam fatti paladini grazie anche a te e alla tua fedeltà a quel luogo, alla sua gente ed alla memoria della strage. Grazie di averci sempre accolto con gioia, grazie di aver mantenuto intatto il ricordo di tutto fino alla fine, grazie per la tua infinita pazienza e per la tua determinazione a mantenere vivo il tuo paese. Tutto questo ed il ricordo del tuo sorriso resterà per sempre nei nostri cuori. Ed ora fai buon viaggio e riposa in pace col tuo caro Candido. Con grande affetto. Tutti i soci del Borgo della Pace

Musei che resistono alla pandemia

Nonostante l’assedio del virus anche questa estate è rimasta aperta la Casa Museo di Casteldelci grazie all’impegno di Francesco e Giada. Dopo esserci organizzati per le nuove esigenze, limitando il numero di ingressi e facendo valere l’obbligo di mascherina e guanti (forniti dal comune) abbiamo aperto verso la fine di giugno.  Le visite si sono concentrare per lo più nei mesi di luglio e agosto raggiungendo circa i 200 ingressi con visitatori di tutte le età. Tutti molto interessati alla storia di Casteldelci e a quello che racconta la sezione del museo dedicata ai tragici eventi del 7 aprile 1944 a Fragheto. Tutti sono rimasti colpiti dal nostro piccolo museo che in così poco spazio è in grado di raccontare tante storie ed esperienze vissute. Ed è proprio il museo che si racconta, grazie al suggestivo allestimento interattivo realizzato dalla associazione Alcantara, che attraverso immagini, suoni, rumori e le voci registrate dei superstiti, ci porta a rivivere per non dimenticare gli eventi e la vita di quei giorni.

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La scuola di Tavolicci prima della strage

22 luglio 1944. Eccidio di Tavolicci. 69 uccisi da una formazione di SS italiane.

“Venerdì mattina 21/7 (22/7) circa le ore 3, reparti della Milizia con alcuni elementi della Polizia Germanica di stanza a S. Agata Feltria si portarono in località Montegiusto-Tavolicci, e dopo aver circondato
l’abitato in modo che nessuno uscisse, trasportavano donne, bambini e vecchi (che in quell’ora si trovavano a letto) in una casa di tale Baccellini Domenico e furono messi in due stanze. Dopo essere stati mitragliati, fu dato fuoco alla casa e delle 51 persone ivi incluse, 42 trovavano la morte e 9 riuscirono ad uscire dall’immane rogo, dopo essere stati mitragliati, riportando tutti ferite gravi. Altre 10 persone (uomini e giovani) furono legati insieme e condotti in una località del Comune di S. Agata Feltria denominata “Campo del Fabbro” ed ivi furono fucilati. Il giorno appresso le salme furono raccolte e sepolte in una fossa comune in un campo della chiesa di S. Vitale del Comune di S. Agata Feltria. Dalle macerie furono estratti 22 cadaveri e gli altri resti sono ancora sotto le macerie. Procedono i lavori assai difficili (per il gran fetore) della rimozione delle macerie e del recupero degli altri miseri resti. Non essendo di sufficiente capacità il piccolo cimitero di Montegiusto e d’altra parte non essendo possibile effettuare il trasporto delle salme in altra località, è stata disposta una fossa comune in un campo vicino al
cimitero ed ivi seppellirli. In questo fatto sono state incendiate 13 case – i morti sono 62 ed i feriti 9. (…) Per questi gravi fatti la popolazione è impressionatissima e pertanto s’invoca un intervento delle autorità, presso i Comandi competenti.”
Da una lettera del Podestà di Verghereto del 26 luglio 1944

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Quest’anno il 25 aprile non si cammina ma si resiste

Cari amici del Borgo della Pace, come ovvio, vista la grave emergenza sanitaria che ci pervade, quest’anno non ci potrà essere la nostra ormai tradizionale Camminata per la Pace che ci avrebbe visto portarci da Fragheto a Tavolicci. Ma il nostro appuntamento è solo rimandato… probabilmente a luglio, ma vi faremo sapere attraverso il nostro sito e la nostra pagina facebook. Come state? Questa è la prima domanda che oggi ci si fa tra amici e per cui si resta in trepidante attesa di una risposta positiva… In questo momento molto critico ed impegnativo dal punto di vista emotivo, in cui stiamo lottando e resistendo nei confronti di un nemico subdolo e invisibile, la cosa più difficile che ci viene richiesta è quella di isolarci il più possibile a livello sociale. Sembra un paradosso per noi che crediamo nella partecipazione, nella vita democratica che presuppone il confronto diretto di molte persone, che siamo paladini dell’aiuto reciproco e dell’accoglienza, dover sottostare ad una specie di domicilio coatto che non ci permette di avvicinarci, di riunirci, di confrontarci vis a vis. Per fortuna, però, oggi esistono altre forme di comunicazione, che fino a ieri snobbavamo un po’ o forse ritenevamo essere solo per i giovani nativi digitali, che invece diventano importanti, creative, quasi necessarie. Wapp, Fb, i social in generale, ma anche la possibilità di farsi delle videochiamate o parlare insieme in videoconferenza su Skype o Zoom è un modo nuovo di comunicarci, di fare resistenza e di essere resilienti nei confronti di un’emergenza sanitaria presto divenuta economica e sociale. Impariamo sempre più e meglio ad usare questi strumenti attraverso i quali potremo continuare a stare connessi, a riflettere insieme su passato, presente e soprattutto sul futuro perché questa grande crisi globale non ci travolga, ma possa aiutarci a distillare le nostre vite e la nostra vita collettiva, in modo che riusciamo a ritrovare e ritrovarci nei valori essenziali di umanità, pace, solidarietà, libertà e giustizia sociale fondanti la nostra Costituzione Repubblicana e poter quindi sventolare nuovamente il nostro bel Tricolore e l’arcobaleno della Bandiera della Pace in ogni futuro 25 aprile. I nostri vecchi sarebbero orgogliosi della nostra Resistenza! QUEST’ANNO RESTIAMO A CASA MA RESTIAMO LIBERI
Buona festa della Liberazione a tutti.

Clicca sull’immagine qui sopra…

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76° anniversario dell’eccidio di Fragheto ai tempi del Coronavirus

Il Sindaco del Comune di Casteldelci Fabiano Tonielli

Commemorazione 2020

La strage di Fragheto del 7 aprile 1944

Con nostro grande rammarico le restrizioni dovute al Covid-19 ci impediscono di commemorare i tragici eventi dell’aprile come sempre è stato fatto dall’Amministrazione Comunale di Casteldelci, negli ultimi anni in sintonia con il Borgo della Pace. Ma il nostro animo è con le vittime indimenticate della strage, con le donne e gli uomini che hanno lottato per assicurare al nostro Paese libertà e democrazia. Le foto riprodotte riportano tra noi virtualmente vicende e persone legate a quegli eventi e alla stessa giornata della Liberazione che non potremo festeggiare il prossimo 25 aprile con la Camminata della Pace.

IL Borgo della Pace di Fragheto